La ricerca del sereno

Cosa vuol dire aver provato un’esperienza unica. Ecco, sono numerosissime le situazioni che si sono vissute in quasi tre anni di avvicinamento alla macchina amministrativa, nell’aver “ficcato il naso” in mezzo a tutte quelle carte e quei documenti, a volte incomprensibili, a volte nonsense, a volte interessanti e che in un modo o nell’altro, hanno determinato e determinano, in buona parte la vita del nostro paese. Intensi gli stati d’animo che si sono alternati: l’allegria, le incazzature, la felicità, il nervosismo, il confronto, la discussione, la delusione, l’armonia… Tutte situazioni emotive e reali che hanno portato l’intero gruppo Roccavivara Oltre e molte altre persone, a modularsi e a crescere in un percorso di sicuro interesse. Uno spaccato di vita che ha condotto alla conoscenza di nuovi contesti e di numerose situazioni, a renderci partecipi dei fatti ma soprattutto consapevoli di molte dinamiche che movimentano l’organizzazione della vita pubblica e sociale della nostra comunità. Vita pubblica ma anche vita privata. Situazioni delle quali se ne immagina troppo spesso la causa guardandone solo l’effetto, delle quali si crede troppo spesso di avere la soluzione, o peggio, la verità in tasca discutendone animatamente in un bar, in piazza, sui social, in momenti di comunità o all’affacciarsi di nuove elezioni. In realtà basta una semplice manovra, una semplice azione che troppi non fanno ancora, quella di spulciare un documento dal sito del comune. Cercare di vedere in senso più ampio un fatto, non farebbe altro che accrescere la consapevolezza del come e del perché dei fatti. E tutto questo ti arricchisce, ti rende più consapevole e quindi un tantino più forte e attento nel voler emanare sentenze e giudizi su qualcosa di cui, spesso, se ne sa poco o assolutamente niente se non “per sentito dire”. Eviti così di sparare sentenze e di puntare il dito affossando un individuo prima ancora che un ruolo. Incolpando un uomo prima ancora che un’azione.

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È proprio così che ho imparato a crescere, tuffandomi nella piscina e iniziando sbracciare a dritta e a manca, d’altronde se mai ci si tuffa mai si impara a nuotare e possiamo solo rimanere sugli spalti a guardare e ad urlare slogan. Un gesto decisamente meno agonistico ma molto più pragmatico è stato quello di entrare in contatto l’amministrazione comunale. Analizzare le decisioni che regolamentano i nostri giorni e la realtà della nostra vita quotidiana. Un’azione che tutti dovrebbero tentare ma che molti non fanno, preferendo restare giudici di uno sport che non conoscono affatto. Giudici, a volte anonimi, pronti a farti imbracciare l’arma della penna, ben guardandosi dal restare lontani dalla prima linea. Armiamoci e partite. La minoranza ha rappresentato per me e rappresenta per legge un organo di controllo ma non il tribunale dell’inquisizione pronto a gettare presunte streghe al rogo. Giammai.

Bene, chiusa questa mia interminabile premessa, quel bamboccione che nulla aveva di esperienza, può dire che è arrivato il momento di fare spazio al prossimo “principiante”. Non perché sia diventato esperto ma semplicemente perché ha capito che “bisogna entrarci dentro per capire meglio”. L’esperienza viene solo facendo, perché è facile ma soprattutto doveroso informarsi, perché tutti quei volti semplici e puliti, figli di questo paese, quelle facce di persone che hanno scelto un gruppo voglioso di entrare nella macchina amministrativa, come i giovani del gruppo Roccavivara Oltre, possano finalmente dissetare quella trepidante voglia di renderli ragazzi e ragazze più esperte della cosa pubblica e infine ma non per ultimo, per dare valore alle promesse che noi in prima linea ci eravamo raccomandati. È il momento di lasciare il passo al prossimo ma è anche inutile nascondersi dietro ad un filo d’erba. Il mondo va avanti per tutti e la vita porta cambiamenti che solo tu puoi capire. La normalità delle cose e la direzione del tempo hanno portato molte persone ad avvicinarsi al gruppo, altre a distaccarsene, qualcuno a condividerne azioni ed altri a rinnegarle. La velocità del moto e spalle giovani che sognano, che si aspettano tanto, forse troppo, portano anche alla stanchezza e alla delusione ma se ci si organizza per tempo, non sarà più una fatica arrivare alla meta. È così che siamo partiti e allora avanti al prossimo.

La mia gioia è quella di essere stato scelto dal gruppo come loro rappresentante ma in fin dei conti, il buon padre di famiglia, i fautori di questo fantastico gruppo, sa bene che ognuno vale uno e che i figli sono tutti uguali. Per questo voglio dire grazie a tutte le persone che mi hanno dato sostegno nei momenti forti, grazie ai ragazzi e alle ragazze che mi hanno sopportato, grazie e scusa ai padri umili che in silenzio hanno preso schiaffi e carezze, sorrisi e rimproveri addirittura da me, da chi non ha mai avuto il diritto di farlo. Grazie a quei padri di famiglia che stanno dando tutto per quel sogno e che ci stanno rimettendo amicizie, saluti, lavoro ma che ben sanno che ogni cosa ha un prezzo. E sono scesi in campo per non restare spettatori della vita ma protagonisti del cambiamento.

Grazie a chi si è sorbito le mie lunghe e logorroiche dissertazioni, a chi mi ha chiamato nei momenti più belli e più brutti. Grazie a chi ha lavorato e sta lavorando sodo nell’analisi delle carte e documenti. Grazie ai miei cari amici Vincenzo e Nicola che hanno condiviso questa parte di vita e percorso da consiglieri. Grazie a chi ci succederà, con testa alta e spalle dritte. Grazie alla mia famiglia che mi ha insegnato la libertà di pensiero e di espressione di ciò che sentiamo, senza paure, costrizioni e remore alcuna.

E allora io sono qui e sarò qui, a ricambiare il supporto dato. Con il cuore: è il momento della nuova forza, che non sappiamo cosa farà, come agirà, se troverà piacere o se incontrerà amarezza ma il mio aiuto resterà la base sulla quale potranno appoggiare le nuove energie in campo e sono pronto a ricambiare ciò che trepidanti e attivi supporters mi hanno regalato. Avanti i prossimi dei quali di una sola cosa siamo sicuri: porteranno avanti tutte le idee e i fatti di un gruppo di cittadini che ha voglia di pensare liberamente. Le idee e le azioni di un gruppo che non fa interessi di parte, che non è affatto cattivo, che non ha mai denunciato qualcuno o qualcosa in modo anonimo ma che ci ha sempre messo e rimesso la faccia. Un Gruppo che continua ad andare Oltre: Oltre le maldicenze, Oltre le chiacchiere da bar, Oltre il taglio del saluto, Oltre l’ingiusta accusa, Oltre le minacce esplicite del web, Oltre gli errori, Oltre le buone proposte respinte, Oltre l’apparire a braccetto, Oltre ogni altra forma meschina e bugiarda di screditamento. Una formula abusata che bersaglia non un gruppo di idee ma che colpisce singole persone e intere famiglie. Ma l’obiettivo è riuscire ad attraversare il ponte dell’ignoranza con la voglia di conoscenza. Perché solo chi conosce, chi si informa da fonti ufficiali, chi legge, chi sa dove e cosa leggere, chi osserva, chi sperimenta, chi sbaglia … solo chi si incammina può pensare di arrivare alla meta.

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Ogni viaggio ha bisogno del primo passo, anche il più lungo. E il nostro tragitto è un viaggio di gruppo, non una staffetta solitaria, non una corsa ma una gita sulle ali della conoscenza, sui monumenti del rispetto e sulla fiducia reciproca. Chi vuole salire a bordo può farlo in ogni momento, così come chi vuole scendere, il nostro non è un autobus, non ci sono porte, non ci sono posti numerati ma siamo come uno stormo di uccelli che si muove compatto alla ricerca del sereno. Bisogna sognare per volare in alto. Noi siamo quei ragazzi che una decina di anni fa erano bambini, che sognavano e che continuano a sognare. Uno stormo di uccelli che non vuole emigrare per trovare una terra migliore ma che vuole spostare le nuvole per portare il sereno qui, a Rocca. Ma voi sognate? Sognate ancora o forse pensate che solo i bambini possano farlo? Io ho sognato e sogno un mondo felice, fatto di gente vera, sincera e per bene che scambia una incazzatura con un sorriso vero, che ti dice “io la penso diversamente” anziché dirti “tu non capisci niente”, che cerca insieme una buona soluzione anziché dirti che hai torto e che è stato deciso, che se fa bene dà merito a tutti e che se sbaglia non ti punta il dito. Sogno che il tempo che ci divide dalle prossime amministrative possa portare nuova linfa nell’animo di tutti per recuperare quel rapporto che unisce, che ci faccia sentire comunità, amici appartenenti ad un solo, indivisibile e unico grande gruppo, obbligati al mondo ma fratelli appartenenti ad un’unica grande famiglia rocchese.

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Grazie, Francesco.

Roccavivara,  3 febbraio 2018